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Mulini in RomagnaFiume ConcaIl fiume Conca nasce a 1245 metri di quota dall'Eremo del monte Carpegna e percorre un cammino di Km 47 in cui, dai primi con trafforti appenninici, è condotto sulla pianeggiante zona costiera compresa tra i territori di Rimini e Pesaro, fino a sfociare presso Portoverde. Addirittura gli "statuti di Rimini" prescrivono, fin dalla loro originaria impostazione del 1300 circa, una nutrita serie di norme riguardanti l'uso delle acque dei canali e, in particolare, la salvaguardia e manutenzione di questi ultimi. Anche nel terreno di Morciano e dei comuni circostanti ci fu in passato una cospicua presenza di mulini la cui produzione era legata strettamente alla locale attività commerciale: farina e cereali, oltre che bestiame e altri prodotti agricoli venivano scambiati nei mercati e nelle fiere morcianesi cui accorrevano genti da tutto il riminese e anche oltre. Di questi mulini oggi restano alcuni esemplari di notevole interesse storico:Mulino Casarola.Si trova a circa 3 Km da Morciano, in territorio di S.Clemente; il complesso dell'edificio, che comprende mulino, segheria e abitazione, è stato costruito nel 1726 ed ora è di proprietà dei fratelli Binotti; si tratta di un mulino idraulico "orizzontale" in cui l'acqua , proveniente dalla fossa, aziona le pale di legno di una ruota collocata sotto il pavimento dell'edificio. Mulino dei MalatestaFu costruito intorno al 1400 lungo la strada della "Pedrosa", in fondo alla costa di "Paglialunga". Questo mulino vantava importanti opere murarie per garantirsi un continuo approvvigionamento idrico. Infatti sembra che le fosse di portata dell'acqua fossero due e precisamente: una a corso sotterraneo, lunga 5/600 metri, l'altra all'aperto, in superficie. Mulino RossiSi trova presso il fiume in zona Santa Maria Maddalena e fa parte di un grosso complesso di costruzioni, appartenente dal 1930 alla famiglia Rossi di Morciano. Mulino ValleE' a S.Clemente. E' situato sulla fossa destra del Conca ad 1 Km circa dall'Abbazia di San Gregorio dalla quale in passato dipendeva. Mulino TradoSorgeva a S.Clemente sulla fossa sinistra (ora chiusa) del fiume vicino al ponte di Morciano. La vecchia costruzione è stata trasformata in abitazione dagli attuali proprietari che la chiamano ancora "casa del mulino". La tradizionale molitoria locale venne raccolta e potenziata dall'iniziativa del morcianese Nicola Ghigi, fornaio e commerciante in generi alimentari, che nel 1870 decise di ampliare la propria attività iniziando a produrre pasta secca di grano duro per minestre. Si acquistarono nuove macchine e la produzione venne incrementata: dagli iniziali 5 q.li di pasta al giorno si passò a 20 e poi a 40. Il mercato si allargò a tutta la Romagna, determinando la trasformazione della bottega artigianale in piccola industria. Il molino alimentare venne ingrandito e tecnicamente potenziato; a fianco del pastificio si costruì il mangimificio (per la produzione di alimenti per animali) che, utilizzando i sottoprodotti della lavorazione pastaria, andava a completare il ciclo produttivo integrato della Ghigi. Fu una crescita continua fino agli inizi degli anni '60. La posizione raggiunta dalla Ghigi e le onerose responsabilità che ne conseguivano diedero luogo a forti tensioni fra i fratelli Emilio e Angelo Ghigi, che culminarono nella loro separazione nel 1964. La separazione di una delle componenti della proprietà indebolì notevolmente la struttura commerciale e finanziaria della Casa Madre di Morciano, proprio quando il processo di concentrazione dell'industria da un lato, è dalla distribuzione dall'altro, sottoponevano il settore della pasta ad una selezione severa, colpendo anche aziende di grande rilievo. > Torna alla pagina di Morciano |
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