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Altre Porte romane di Rimini

Al contrario, dei due ingressi che scandivano l’entrata in città dal Marecchia e dal mare, si hanno ancor meno conoscenze, a causa di una totale assenza di resti archeologici. Inoltre è anche da tenere in considerazione che Rimini, in età repubblicana, probabilmente non presentava alcun muro difensivo nei lati est e nord, infatti verosimilmente solo espedienti difensivi non fissi cingevano quelle zone . Avrebbero avuto senso due ingressi isolati da un qualsiasi muro di cinta urbano?

Seppur siano del tutto assenti tracce nel connettivo cittadino, alcuni autori antichi non mancano di menzionare altri ingressi, oltre ai due più noti a cui è stato precedentemente dedicato un capitolo ciascuno. Queste presenze, archeologicamente malamente documentate, diventano una certezza quando si interroga la memoria popolare riminese, ricca di riferimenti a questi monumenti, ma scarsamente dotata di precisione. La porta che separava il nucleo cittadino riminese dalle sponde del fiume Marecchia è ricordata col nome di Porta Gallica. Pur rassegnato all’oblio cui la porta è oggi relegata, il Tonini che pur ammise che “Niuna memoria è pervenuta sulla figura di questa Porta”, si sentì di sbilanciarsi asserendo come questa avrebbe necessariamente dovuto avere una grandiosità pari alle altre due porte più note (la Romana e la Montanara). Questo a ragion del fatto che anche quella Gallica doveva essere uno degli ingressi principali. In un periodo posteriore alla sua edificazione, alla porta fu successivamente assegnato il nome di “Gallica” da P. Sempronio, questo cambiamento mutò il nome anche all’adiacente borgo che prese in nome di “Gallico”. Lo stesso P. Sempronio volle che la porta fosse affiancata da 2 statue “giganti” .

Se la Porta Gallica trovava come corrispettivo, seppur a distanza di qualche centinaio di metri verso est, l’Arco d’ Augusto, a fronte della Porta Montanra (o di Sant’Andrea), all’altra estremità del Cardine Massimo, si ergeva la Porta Marina. Anche la Porta Marina conobbe uno spostamento nel corso dei secoli, non tuttavia verso l’esterno, come avvenne per la Porta Gallica, ma verso ovest. Più precisamente conobbe uno slittamento in senso orizzontale, dal Cardine Massimo alla via parallela immediatamente successiva al cardo in direzione ovest. Dell’antica Porta Marina non sappiamo praticamente niente, visto che anche il Tonini, autore di numerose ricerche su antichi documenti medioevali, riferì come “della sua figura non abbiamo quasi nulla”. Della nuova versione di quest’ingresso ricavata qualche decina di metri più ad ovest, rispetto all’antica ubicazione, sappiamo che questa prese più avanti il nome di Porta di San Temeo, dalla vicina chiesa di San Tommaso.

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© Testi depositati Dott. Francesco Piersimoni

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